Un’isola del Lago Tana. Foto di Kieran Dodds

Viste dall’alto, le chiese ortodosse sono spesso vere e proprie oasi di conservazione. Il reportage del fotografo Kieran Doods dedicato alle “chiese foresta”

Fotografie e riprese video con i droni o le immagini satellitari facilmente accessibili da Google Earth possono offrire cambi di prospettiva che vanno al di là dell’effetto spettacolare. E’ il caso delle “chiese foresta” cui si dedica da decenni Alemayo Wassie, ricercatore e naturalista della zona di Gondar. Alemayo ha focalizzato la sua ricerca sugli alberi e la vegetazione che in Etiopia molto spesso circonda le chiese cristiano ortodosse, specie se con una storia non recente. Quegli spazi verdi, visti dall’alto, sono diventate delle vere e proprie oasi di conservazione, perché le foreste di cui facevano parte sono sparite per fare spazio all’agricoltura. Quando Alemayo mostrò le immagini satellitari di alcune di queste chiese ai preti e diaconi che lì ci vivono, questi ne rimasero sorpresi: quegli alberi conservati per riservare pace e tranquillità ai fedeli erano quello che rimaneva di foreste che un tempo si estendevano ben oltre il perimetro della chiesa. E i religisosi, con la consapevolezza di avere in mano, oltre ai fedeli, anche parte della biodiversità della propria terra, si sono dedicati a proteggerle con rinnovato sforzo.

Questa storia è raccontata in due diversi articoli, sul National Geographic e su Nature sono reportage che mostrano un aspetto insolito delle chiese ortodosse – nelle regione amhara soprattutto, tra Lago Tana, Gondar e Bahar Dar – grazie soprattutto alle foto scattate dall’alto dal fotografo Kieran Doods.