La storia della civiltà di Axum è ancora poco conosciuta ed è un campo di studi dove i lavori di scavo, le analisi e le datazioni dei ritrovamenti, l’intuito, possono sovvertire teorie e creare nuove ipotesi. Si deve leggere in questo senso – il senso della scoperta – la pubblicazione del team di studiosi dell’Università di Axum e della John Hopkins University a proposito del sito archeologicodi Beta Samati, nel Tigray nord orientale, poco distante da Axum.

La ricerca dice che in questo posto molto vicino al sito di Yeha sono stati ritrovati manufatti e costruzioni – tra cui una basilica cristiana del IV secolo – che vanno dal 750 avanti cristo fino al 650 dopo cristo; in un continuum che comprende il periodo pre axumita, la nascita dell’impero, la sua conversione al cristianesimo, il suo tramonto; il che smentirebbe il fatto che ci sia stata una brusca interruzione tra civiltà pre axumite come quella di Yeha e la civilità axumita stessa.

Commentando il ritrovamento di un anello in oro, il Professore Harrower della John Hopkins dice che l’anello ricorda quelli romani ma che quell’immagine stilizzata di testa di toro è “uniquely african” e dimostra sia quanto la civiltà axumita avesse della relazioni commmerciali e culturali molto vaste, ma anche come fosse capace di rielaborarle in un modo creativo, con un risultato alla fine originale. E commentando poi la scoperta della basilica cristiana del IV secolo d.c. (tema rilevante pensando alla improvvisa conversione degli axumiti alla religione cristiana) Harrower sottolinea che il sito di Beta Samati copre quasi un millennio sdi storia dove accaddero cose importanti: infatti si passò da un senso religioso pagano e politeista a una religione monoteista come il cristianesimo fino a un periodo dove si hanno le prime notizie dell’Islam.

Lavori di scavo a Beta Samati nel 2016. Foto di I. Dumitru

Di fronte a tale suggestioni, un profano potrebbe domandarsi: se Beta Samati era un centro politico e amministrativo e divenne anche un centro religioso, quali furono questi passaggi tra politeismo e monoteismo, tra culti pagani e liturgia cristiana, tra amministrazione della cosa pubblica e luogo sacro? In che modo queste funzioni politiche, religiose, sociali hanno interagito, si sono reciprocamente influenzate e infine si sono stratificate?

A Beta Samati si scava e si lavora da circa una decina di anni, in un’area poco distante dal sito di Yeha, lungo la rotta che conduceva al Mar Rosso e ad Adulis, strategica per l’affermazione dell’impero di Axum. Nell’intenzione degli studiosi c’è quello di accostare alla ricerca scientifica un’opera di divulgazione, facendo del sito archeologico di Beta Semati una attrazione culturale per i visitatori: condividendo ritrovamenti e ipotesi di ricerca nello spazio di questa collina che i tigrini chiamano, nella traduzione inglese,“House of Audience”.

Si possono leggere a proposito un abstract della ricerca sulla rivista Antiquity e un articolo con i commenti del Professore Harrower su Ancient Origins.