Etiopia del Sud

Etiopia del Sud

L’altopiano etiopico degrada verso sud, attraversato dalla grande Rift valley, lacerazione della superficie terrestre che si estende dal Medio Oriente fino al Mozambico.
L’attività vulcanica correlata alla formazione della Rift valley è in parte presente tutt’oggi , come testimoniano le numerose sorgenti calde che si trovano sparse sul territorio. Sullo sfondo di paesaggi ancora incontaminati e a volte inaccessibili, il territorio ospita una bellissima sequenza di laghi, dove si possono avvistare una miriade di specie di uccelli, di cui alcune endemiche dell’Etiopia.
Dall’altopiano nascono due importanti fiumi alimentati dalle piogge estive: l’Awash percorre verso sud-est il territorio etiopico fino a perdersi nella depressione dancala in una serie di laghi; l’Omo-Gibe si dirige verso sud sfociando nel lago Turkana.
La regione del sud ha all’interno di questo interessante e vario quadro ambientale una serie di parchi nazionali: a sud-est si trova il Parco del fiume Awash,a sud il parco della Rift Valley, il parco del Nec Sar e il parco di Mago, il parco dell’Omo.
Questi territori sono abitati da diverse popolazioni, con differenti origini e i più svariati costumi. L’etnia Oromo è quella più numerosa, le loro capanne dipinte sono visibili lungo la strada che da Addis Abeba porta a Moyale ai confini del Kenia.
Ma è incredibile la diversità e le profonde radici nella tradizione di questo mosaico di popoli che costituiscono una ricchezza umana e culturale inestimabile, purtroppo esposta al rischio di una modernizzazione che puó essere pericolosa.
I Sidamo vivono nelle piantagioni di caffè, a sud del lago Awasa; i Borana più a sud verso i confini con il Kenia portano su l’acqua dai loro pozzi intonando canzoni; verso il fiume Omo le donne Hamer sono orgogliose delle cicatrici che dimostrano il loro coraggio; i Karo, i Dessanech, i Nyangatoum, mostrano complicate acconciature di terra e piume; i Mursi e i Surma sono orgogliosi dei piattelli che le loro donne portano, via via sempre più grandi, nelle orecchie e nel labbro inferiore; le Ari che dipingono le loro capanne con disegni che chiamano Batsi “dare bellezza”; i Konso che scolpiscono i Waka, che letteralmente significa “qualcosa dei padri”, per deporli sulle loro tombe.

Le nostre proposte per scoprire questa incredibile regione:

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